The richer, the worse.

•Novembre 4, 2009 • 1 Commento

E’ proprio vero che più hanno i soldi e più sono stronzi. E purtroppo, lavorando in un gruppo finanziario, ho a che fare con moooolte persone del genere.
- Vengono qui, con il mento alzato, lo sguardo luccicoso per il riflesso di monetine d’oro in cui già s’immaginano di sguazzare, ma freddo come lo stesso metallo del conio
-  Invadono il bancone, appoggiando spudoratamente le loro borse di pelle sul bancone per – sapete com’è – mostrare il marchio (che poi, diciamocela tutta, è quello per qualsiasi personcina che vuole mettersi in mostra. Anzi, sono due. Ma sempre gli stessi). 
-  Ti parlano a malapena, sussurrano parole, lasciando tutto all’immaginazione, come se tu già dovessi sapere chi sono e cosa vogliono (il che è vero: sai già che bramano soldi, soldi, soldi).
-  Pretendono che le persone siano già al corrente, che il loro nome sia inciso nelle menti di tutti; però quando chiedi loro di favorire un documento, fanno storie: hanno paura di farsi riconoscere, di esplicitare la loro identità. Pieni di grazia e gloria. Perfetto… ma la coerenza?
- Si sentono colpiti nel loro ego per questa cosa e si stizziscono: o ti lanciano la battutina acida, sperando di passare per simpatici (ma la boria ha un suo colore nella voce); o non ti degnano di uno sguardo, procedono per la loro strada facendoti poi cadere addosso lo shampoo dai piani alti. Che poi è solo una copertura, perchè quando se ne va ti vengono a chiedere scusa.  Nonostante la volta successiva lo/la lascino comportare allo stesso modo. Destino di Malaussène.

“Eh ma sai, è un grande cliente. Ha un sacco di soldi in Hedge Funds (fondi di fondi, la cui soglia minima è 500 MILA Euro) e non possiamo farcelo scappare”… Grazie al cazzo, io ho una dignità. Non vale un poco di più?

 Ad ogni modo, ringrazio ogni tanto di essere esterno all’azienda. Sono quasi tutti distaccati e non sono coinvolto (anche se ogni tanto un saluto, alcuni, potrebbero farmelo) e la cosa in realtà è solo un bene. Perchè, nonostante tutto, non mi fa affezionare e me ne sbatto il cazzo dei clienti rompicoglioni. Il tutto nei limiti del rispetto. Dovuto da entrambe le parti. Perchè se i soldi rendono ricchi, è l’educazione a renderti signore.
Ma a volte mi piace pensare che la loro sia solo frustrazione, una canalizzazione errata della loro rabbia e della loro infelicità. Spesso anche del fatto che credono di essere ciò che ovviamente non sono. O che non riescono nemmeno ad essere.

Nessuno nasce gentile. Tutto ciò che sappiamo fare all’inizio è volere. Vogliamo cibo, vogliamo attenzioni… è solo istinto di sopravvivenza, immagino… Ma la gentilezza è qualcosa che tutti impariamo strada facendo. E’ qualcosa che cresce e si sviluppa lentamente nel tempo… così come il corpo… E allo stesso modo, la gentilezza può presentarsi sotto diversi aspetti e misure… La vera gentilezza non è una qualità innata. E’ qualcosa su cui dobbiamo lavorare. Dobbiamo modellarla e forgiarla dentro di noi. Non tutti ce l’hanno, ma tutti potrebbero averla. Qualche volta devi guardar da vicino prima di poter dire se è presente [...]. Non è sempre facile vedere del bene nelle persone. In alcune persone potresti persino dubitare che ce ne sia… Ma se puoi in qualche modo, trova un motivo per crederci. Qualche volta, è tutto ciò che serve… per aiutare qualcuno a trovare la forza di vedere qualcosa di buono in se stesso.

Non aprite quella porta… *Cling Cling*

•Ottobre 28, 2009 • 4 Commenti

woman-screamingOrmai sono un paio di settimane che, dato Halloween, Luca (BeF) mi sottopone la visione di film horror. Che poi, a dirla tutta, tanto del genere non sono; rispetto al passato ho notato che diventa tutto un po’ più splatter. Insomma, la morbosità della gente è tale che non attira più il “BOOOH!“, ma il sangue che sgorga (o meglio, schizza) e l’eviscerazioni truculente (vedi la “neverending series” di SAW). Ma vabbe’, alla scoperta dell’acqua calda!
E insomma, ci sta che ogni tanto una persona si spaventi. L’adrenalina comunque, quando guardi un film che “sai” appartenere a quella categoria, è sempre all’erta… Ma a un certo punto, che noia!
Al di la della solita trama, col solito protagonista: malato psicotico che fin da bambino cresce con dei disturbi / famiglia che gli permetterebbe di entrare al Grande Fratello / molestato e seviziato in cerca di vendetta / mostro disumano con forza bruta. Ormai è pieno sempre degli stessi cliché e della solita reazione da parte delle persone aggredite. Che poi alla fine dei conti, allora, non sono tanto delle cazzate i film (vedi Scary Movie) che prendono per il culo gli horror, anche perchè hanno pienamente ragione.
Quindi, ora mi rivolgo alla solita vittima:

A) Perchè se ti devi nascondere fai sempre un bordello assurdo piangendo?
B) Perchè quando l’assassino ti piomba addosso, tu rimani fermo/a?
C) Perchè ti ostini a sparare o ad accoltellare il tuo rivale – che noti esser praticamente inammazzabile – quando potrei bellamente fuggire?
D) Perchè, quella volta buona che ti viene da fuggire, vai sempre a cacciarti in posti a fondo chiuso?
E) Perchè ti addentri in posti dove ci sono stati omicidi efferati o abbandonati o sequestrati dalla polizia?
F) Al di la dell’addentrartici, perchè hai la malsana (in ogni occasione) di far sesso proprio nei posti del punto C?
… e ultima ma non per importanza…
G) Hai mai visto un film horror come si deve?!

Per cause [non] dipendenti da Atm…

•Ottobre 26, 2009 • 2 Commenti

(Tratto da http://milano.repubblica.it/dettaglio/scontro-fra-due-tram-in-cordusio-quattro-contusi-deviate-linee-atm/1760384)

Due tram si sono urtati nel pomeriggio in piazza Cordusio a Milano e due passeggeri sono rimasti contusi e portati in ospedale in codice verde. L’incidente si è verificato intorno alle 15, quando un tram della linea 12 (Roserio) per “motivi ancora da accertare” – fanno sapere da Atm – ha effettuato una manovra errata urtando un tram della linea 14 (Lorenteggio) che stava girando proprio nella piazza a due passi dal Duomo. Due passeggeri che viaggiavano sul 12 sono rimasti leggermente contusi [...]

Evviva. L’ennesimo incidente causato dall’incompetenza delle persone assunte da ATM. Mi chiedo quanto siano allora efficaci i miliardi di test che fanno i responsabili del Personale della suddetta Azienda. Test di Fisica? mmmh forse solo leggende “metropolitane” (scusate il gioco di parole); Test Psicologici? Ci stanno, hai in mano la vita di un sacco di persone. Ma allora perchè continuano a verificarsi incidenti? Non me ne capacito.
Ma come fanno i corsi? Con delle metro da costruire con le uscite di Topolino? Bah. E capisco che una persona possa anche sbagliare, ma ci sono categorie in cui l’errore può essere fatale. Vedi questa. E allora mi trovo a ridere per l’esclusione delle persone di colore dalle assunzioni come conducenti, per paure di attacchi terroristici.
Ma forse ATM non ha capito che i primi kamikaze sono loro. The end.

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PS: Per le persone che non l’avessero capito, quelle parole scritte in “versi” nel post precedente NON sono parte di una mia poesia. E’ una canzone. ERGO, non trattasi di “un mio componimento da 15enne“. Chiaro?!

… e sentiti stanco se vuoi, te lo meriti…

•Ottobre 21, 2009 • 1 Commento

Oggi credo di non aver nulla da tralasciare, quindi… diretti al punto! *Ciuff Ciuuuff*
No be’, potrei tralasciare il fatto che non posso continuare a sudare dal busto in su e congelare dalla vita in giù… ma vabbe’.

Alberto si è sempre professato paladino dell’amore. Figlio di Venere. E senza essere un combattente vestito alla marinara. Ma forse non ha capito questo cosa comportasse. Insomma, per tornare a darmi dell’io… mi rendo conto che non è mai stato così. O meglio, dovrei mettermi in pace con me stesso, capire bene cosa voglio da me e dagli altri perchè davvero, ogni tanto ho il cervello in blank. Compresi i suoni da *allarme intruso, allarme intruso*.
Voglio lanciarmi in qualcosa ma quando è lì… puff! Mi si avvicinano e… puff! Non so, devo avere una qualche reazione allergica per cui tanto più calore viene riversato su di me, tanto più di gelo si ricopre il mio corpo. E in realtà non è questo che mi indispone, perchè posso dedurre sia una sorta di meccanismo di difesa. Voglio dire, non ci vogliono studi di psicologia per arrivare a una tal conclusione. Quello che mi lascia a bocca aperta è il fatto di non capire se questa cosa mi vada o no. Perchè non riesco a far qualcosa a riguardo, tanto che, a volte, mi sento persino bene e soddisfatto nell’esser distaccato e nel vedere le cose, presuntuosamente, dall’alto. Insomma… boh.

Come sono ora mi crea delle difficoltà nei rapporti con gli altri. Ma quanto questo mi fa venir voglia di cambiare?

E la mia storia la so solo io
e insieme a me chi mi ha amat* davvero
e che insieme a me ha preparato
una valigia e mi ha guardat*
dicendo:  <tu corri, non sentirti sol*
che sempre con te ci sarò pure io.
E sentiti stanc* se vuoi,
te lo meriti a volte, amore mio>”

There’s a Starman waiting in the sky

•Ottobre 19, 2009 • 2 Commenti

Tralasciando il fatto che la tv italiana è davvero di un trash assurdo… o meglio – tralasciando il fatto che la tv commerciale e quella dedicata a un pubblico decisamente giovanile è di un trash assurdo.

Oggi ho voluto sfidare me stesso e la mia capacità di sopportazione. Prima di andare al lavoro, preso da un attacco masochista di stampo alfieriano, mi sono legato alla sedia della cucina e mi sono guardato “Secondo voi”: quel bellissimo programma condotto dall’illustre pezzo di cacca ambulante Paolo del Debbio, esatto.
Insomma, l’argomento dell’intervista di oggi era L’Omofobia. Ero pronto a qualsiasi tipo di affermazione, davvero. Anche perchè ieri, facendo zapping, mi sono imbattuto in uno dei soliti incontri/scontri nel “Barbara D’urso Show” (che eleganza). Insomma, dopo Cecchi Paone a difesa (in piedi e a braccia aperte, stile crocifisso di un Lachapelle senza fama e senza gloria) di un parterre invidiabile di omosessuali uomini e donne, ho visto tutto.
Ma torniamo a noi. A parte il fatto che, caro Paolo: A) non sei credibile quando punti il dito contro l’omofobia B) non mi bastano venti minuti in cui difendi il gay o la lesbica per farti diventare simpatico e gradevole; ma vabbe’. Le risposte erano “abbastanza” soddisfacenti. Ma tutti con un tono tra il superiore e l’indifferenza. Salvo qualche brillante (e sono serio) uscita, del tutto rispettabile e condivisibile. Ma poi è arrivato lui: il macellaio [rispetto alla categoria] rozzo e buzzurro che pronuncia queste parole: “Eh, se sono così, che si facciano ricoverare“. Just Great.

Ora, la mia riflessione è questa. A parte, ovviamente, sui motivi che mi spingano a guardare ancora questi programmi.
- Devo necessariamente aspettare 20 anni per vivere tranquillo la mia esistenza? Devo davvero attendere che la morte favorisca il ricambio di cervelli e menti e classe politica per avere delle novità, della MODERNITA’ attorno a me?

Giuro, io spero con tutto il mio cuore che questi famigerati “Uomini delle Stelle” che dovrebbero salvarci dal 2012 siano tutti dichiaratamente omosessuali. Così forse potremo dare un senso maggiore alle teorie Darwiniane.

Define yourself

•Ottobre 13, 2009 • Lascia un Commento

Tralasciando il fatto che stamattina (aka 6.30 – 7.45) ero così di un umore pacato ed ora invece mandarei a fanculo l’intero universo conosciuto e non… ma vabbe’.

Intro brillante a parte, ho scoperto il segreto di tutto. Cioè di me. E non sono coinvolti i Maya o i Templari.
Ieri navigando in Internet ho trovato una definizione che ho pensato potesse calzare anche sulla mia persona. Ovviamente con le modifiche del caso e il permesso del blogger che si è attribuito il termine.
Dunque, la parola era “Anaffettivo”. Il problema è che in realtà non sussiste sempre la cosa. Esistono anche dei periodi, dove il livello di cinismo e misantropia è decisamente basso, in cui la dimostrazione di affetto verso i miei cari è così evidente da far sorgere in essi spontanei quesiti. A cui però non corrisponde mai una risposta.
Anaffettività umorale” credo suoni più verosimile. Sì, ci sta. Mi piace.

(Meno male che al giorno d’oggi i nomi scemi esistono ancora. Signor Mirto dell’Orto, hai contribuito a un po’ di serenità in mezzo a clienti dementi e telefonate impertinenti)

PS: Ogni tanto cancello i vecchi post, esatto. Imperdonabile, ma per me necessario. Capirete.